Come diventare assistente amministrativo nella sanità

assistente amministrativo sanitario

In questo articolo affronteremo come diventare assistente amministrativo nella sanità, in riferimento soprattutto alla categoria C di questo profilo. Per diventare collaborare amministrativo presso le ASL e le Aziende Sanitarie bisogna superare delle prove concorsuali tipiche dei concorsi pubblici. Vedremo quali sono le materie da studiare e le prove previste, ma soprattutto in cosa consiste il lavoro di chi ricopre questo ruolo, andando ad indagare le mansioni e i contesti professionali.

Assistente amministrativo categoria C nella sanità

assistente amministrativo ospedaleI dipendenti del settore sanitario ricoprono ruoli che sono gestiti regolarmente da un Contratto nazionale di Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL), ovvero la fonte normativa attraverso cui Organizzazioni sindacali dei lavoratori hanno strutturato le mansioni, gli obblighi, i diritti e le tutele, nonché gli stipendi dei lavoratori, che sono suddivisi in diverse categorie.

Anche il CCNL della sanità divide i ruoli in categorie, e l’assistente amministrativo appartiene alla Categoria C. Non è da solo, ma in buona compagnia. 

All’interno della Categoria C rientrano i ruoli che necessitano di conoscenze teoriche specialistiche di base, con capacità tecniche elevate per poter portare a termine le azioni decisive per il lavoro in questione. Nella categoria C da assistente amministrativo le mansioni riguardano ambiti di intervento in cui si rivela necessario possedere skills consolidate di autonomia e responsabilità, di coordinamento e controllo di altri operatori. Tali operatori e altro personale viene gestito e condotto verso il conseguimento di determinati obiettivi.

Rientrano nella Categoria C:

  • operatori professionali sanitari
  • infermieri
  • infermieri pediatrici
  • ostetriche
  • dietisti
  • assistenti sanitari
  • podologi
  • igienisti dentali
  • personale tecnico sanitario, come tecnico sanitario di laboratorio biomedico, di radiologia medica, ortopedico, di neurofisiopatologia, odontotecnico, tecnico della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare, ottico
  • personale della riabilitazione, come tecnico audiometrista, tecnico audioprotesista, fisioterapista, logopedista, terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, tecnico dell’educazione e riabilitazione psichiatrica e psicosociale, terapista occupazionale, educatore professionale
  • personale di vigilanza ed ispezione
  • personale dell’assistenza sociale
  • operatore professionale Assistente sociale
  • personale e assistente tecnico, con mansioni di rilevanza tecnica e impegnati in ruoli come indagini, rilievi, misurazioni, rappresentazioni grafiche, sopralluoghi e perizie tecniche, curando la tenuta delle prescritte documentazioni, sovrintendendo alla esecuzione dei lavori assegnati e garantendo l’osservanza delle norme di sicurezza, come programmatori informatici
  • personale amministrativo

Assistente amministrativo Categoria C: mansioni e requisiti

assistente amministrativo categoria c sanità mansioniL’assistente amministrativo Categoria C della sanità può essere sia assistente amministrativo in ospedale, ma non solo, anche all’interno di altre aziende sanitarie. Vediamo ancora più nel dettaglio quali sono le occupazioni e le mansioni del personale amministrativo inquadrato nella Categoria C1.

Quando all’interno di questa categoria il professionista svolge il ruolo di collaboratore o assistente amministrativo viene impiegato per mettere in campo le sue competenze in ambito gestionale, finanziario e di progettazione. Si presume che possieda conoscenze di tipo tecnico-contabile e di di analisi dei dati che possono essergli utili per svolgere l’incarico in modo preciso ed efficiente. 

In alcuni contesti l’assistente amministrativo sanitario si occupa del coordinamento del personale e di altre terze parti, ma in altre può svolgere la sua attività da solo e in piena autonomia. Raccoglie, organizza ed elabora le informazioni complesse, anche inerenti alla rendicontazione.

Può rilasciare copie, certificati ed estratti. Per certi versi i suoi compiti sono attinenti ai compiti di segretariato, classificazione e fascicolazione, ma in realtà ha maggiori responsabilità e, anche se questa parola può essere fraintesa, “prestigio”.

Passiamo ora ai requisiti utili per partecipare ai concorsi come istruttori amministrativi alla ASL. Per candidarsi è sufficiente avere un diploma qualsiasi, anche se i bandi possono contenere richieste particolari ed è sempre meglio accertarsi, ad esempio possono prevedere l’esclusiva partecipazione di chi è in possesso di un Diploma tecnico commerciale. Soprattutto nei casi in cui l’istruttore viene inserito in uffici dove è richiesta una particolare attenzione sulle questioni finanziarie un diploma specifico non è un dettaglio di poco conto. In sintesi, i requisiti sono i seguenti:

  • Diploma quinquennale
  • Cittadinanza italiana o in un paese membro dell’UE
  • Pieno godimento dei diritti civili e politici
  • Età non inferiore ai 18 anni
  • Idoneità psico-fisica all’impiego
  • Non essere stato condannato per delitti colposi o dolosi
  • Non essere stato destituito o decaduto da pubblico impiego, se fosse successo indicarne i motivi
  • Patente di categoria B, se richiesta

Prove d’esame per assistente amministrativo sanitario

Come prevedono solitamente i bandi di concorso pubblici, anche nel caso di un concorso da assistente amministrativo Categoria C nella sanità le prove sono generalmente due: scritta e orale. Le prove concorsuali prevedono test a risposta multipla su questioni riguardanti:

  • diritto amministrativo
  • normativa in materia di ordinamento degli Enti locali
  • nozioni in materia di protocollo
  • pubblicazione e notificazione atti
  • normativa sui servizi demografici
  • normativa in materia di procedimento amministrativo ecc.

La prova orale riveste un’importanza speciale, per contribuire a una corretta preparazione lasciamo qui di seguito un set di domande che possono essere poste dalla commissione ai candidati al concorso per assistente amministrativo sanitario. 

1) Il candidato illustri come viene tutelato il diritto alla salute nella Costituzione italiana. 

 2) Il candidato dopo aver illustrato come l’art.32 della Costituzione Italiana tutela la salute si soffermi sull’universalità del diritto alla tutela della salute. 

3) Il candidato illustri le disposizioni costituzionali in tema di diritto alla salute ed in specifico che cosa significa che nessun cittadino può essere sottoposto a un trattamento sanitario obbligatorio senza una previsione di legge . 

4) Il candidato illustri i principi fondamentali contenuti nella carta Costituzionale in materia di diritto alla salute e come questi si traducono nel Sistema Sanitario Nazionale. 

5) Il candidato dopo aver illustrato i principi costituzionali in materia di diritto alla salute si soffermi su come questi trovino concretizzazione nella Istituzione del Servizio Sanitario Nazionale introdotta con la Legge n.833 del 1978. 

6) Il diritto alla salute tutelato dall’art. 32 della Costituzione e la L.833/1978 che ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale . 

7) Il candidato illustri quali sono gli obiettivi del sistema di programmazione del Servizio Sanitario Nazionale e in particolare cos’è il Piano Sanitario Nazionale. 

8) Il candidato illustri quali sono gli obiettivi del sistema di programmazione del Servizio Sanitario Nazionale e in particolare cosa si intende per Piano Attuativo Locale . 

9) Quali sono i contenuti principali che devono essere inseriti nel Piano Attuativo Locale in materia di programmazione sanitaria? 

10) Gli obiettivi del Piano Sanitario nazionale. 

11) Che cos’è il Piano Sanitario Nazionale e chi lo approva? 

12) Che cos’è il Piano Sanitario Regionale e chi lo approva? 

13) Le funzioni regionali in materia di sanità. 

14) Il candidato illustri cosa si intende con la definizione Livelli Essenziali di Assistenza 

15) Il candidato illustri funzioni e competenze degli organi delle Aziende USL. 

16) Che cos’ è un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico? 

17)Quali sono gli organi e le funzioni degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico? 

18) Il candidato descriva cosa si intende per IRCCS e in particolare si soffermi sulle funzioni del Direttore Scientifico. 

19) Quali sono gli organi delle Aziende USL e quali sono le loro competenze. 

20) Il candidato dopo aver illustrato gli organi e le rispettive competenze dell’Azienda USL si soffermi sulla composizione e le funzioni del Collegio di Direzione. 

21) Il candidato indichi le principali differenze fra una azienda Sanitaria territoriale e un Azienda Ospedaliera. 

22) Il candidato indichi come il D. Lgs n.502/1992 ha modificato la natura giuridica delle AUSL con la loro trasformazione in Azienda (Aziendalizzazione). 

23) Il candidato illustri le modifiche apportate al Servizio Sanitario Nazionale dal processo di l’aziendalizzazione di cui al D.Lgs 502/92? 

24)Quali sono le principali novità introdotte nel Servizio Sanitario Nazionale dal processo di Aziendalizzazione di cui al D. Lgs n. 502/1992?

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Banca dati RIPAM: le tipologie di quesiti

ripam cos'è

Avrai senz’altro sentito parlare della Banca Dati RIPAM, il luogo virtuale in cui vengono raccolti i possibili quesiti per i concorsi RIPAM. Ma prima di addentrarci in una spiegazione sulle domande dei concorsi in questione e sulle eventuali risposte è meglio chiarire di cosa stiamo parlando quando parliamo di RIPAM e concorsi in questo ambito, e quali sono gli elementi principali che caratterizzano questo programma. (altro…)

Concorso scuola per itp: la guida completa

concorso per diventare itp

Un articolo per sapere quali sono le classi di concorso ITP può essere molto utile. Ma noi vogliamo fare qualcosa di più, vogliamo informare su molti aspetti dell’insegnamento tecnico pratico. Ovvero: cosa fanno gli ITP, quali sono i requisiti, come fare domanda e molto altro. Leggi la guida per conoscere tutto questo. (altro…)

Come funziona il concorso dirigenti pubblica amministrazione?

concorso sna bando

Un’ambizione altissima: vincere il concorso dirigenti pubblica amministrazione. E se diciamo altissima non vogliamo dire irraggiungibile. Questa guida nasce per spiegare per filo e per segno come funziona il reclutamento per concorso, il corso concorso SNA e tutti i passaggi di un iter complesso ma indispensabile per esaudire i tuoi sogni.

Concorso Scuola dirigenti Pubblica Amministrazione

concorso sspaIniziamo con il dire che l’immissione nelle posizioni dirigenziali della Pubblica Amministrazione sono vincolate alla qualifica di dirigente di ruolo nelle amministrazioni statali. Questa qualifica dipende a sua volta da un concorso, regolato legislativamente e bandito dalle singole amministrazioni pubbliche, oppure dalla partecipazione a un corso concorso della SNA, Scuola Nazionale dell’Amministrazione.

Per prima cosa vediamo chi può essere ammesso al concorso per esami:

  • i dipendenti di ruolo della pubblica amministrazione italiana muniti di diploma di laurea, che abbiano compiuto almeno cinque anni di servizio oppure – se in possesso del dottorato di ricerca o del diploma di specializzazione conseguito presso le scuole di specializzazione individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca – almeno tre anni di servizio svolti in posizioni funzionali per l’accesso alle quali è richiesto il possesso del dottorato di ricerca o di laurea. Per i dipendenti delle amministrazioni statali reclutati a seguito di corso-concorso, il periodo di servizio è ridotto a quattro anni
  • i soggetti in possesso della qualifica di dirigente in enti e strutture pubbliche, muniti del diploma di laurea, che abbiano svolto per almeno due anni funzioni dirigenziali
  • coloro che hanno ricoperto incarichi dirigenziali o equiparati in amministrazioni pubbliche per un periodo non inferiore a cinque anni, purché muniti di diploma di laurea
  • i cittadini italiani, forniti di idoneo titolo di studio universitario, che hanno maturato, con servizio continuativo per almeno quattro anni presso enti od organismi internazionali, esperienze lavorative in posizioni funzionali apicali per l’accesso alle quali è richiesto il possesso del diploma di laurea

Mentre la partecipazione al corso concorso è preceduta da una selezione. Questa selezione viene effettuata su:

  • soggetti muniti di laurea nonché di uno dei seguenti titoli: laurea specialistica, diploma di specializzazione, dottorato di ricerca, o altro titolo post-universitario rilasciato da istituti universitari italiani o stranieri, ovvero da primarie istituzioni formative pubbliche o private (riconosciute con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri)
  • dipendenti di ruolo delle pubbliche amministrazioni, muniti di laurea, che abbiano compiuto almeno cinque anni di servizio, svolti in posizioni funzionali per l’accesso alle quali è richiesto il possesso del diploma di laurea
  • dipendenti di strutture private, collocati in posizioni professionali equivalenti a quelle che consentono ai dipendenti pubblici l’accesso al concorso per esami, se sono muniti del diploma di laurea e hanno maturato almeno cinque anni di esperienza lavorativa in tali posizioni professionali all’interno delle strutture stesse

Il corso concorso dura 12 mesi, all’interno dei quali è compreso un periodo di pratica presso le amministrazioni pubbliche e i pubblici uffici amministrativi di uno Stato facente parte dell’Unione Europea, oppure di un organismo della Comunità Europea o internazionale.

Il periodo di frequenza del corso e della pratica viene sovvenzionato con una borsa di studio erogata dalla SNA, Scuola Nazionale dell’amministrazione. Dopo i dodici mesi di formazione gli allievi che hanno raggiunto una valutazione positiva, corrispondente a non meno di settanta centesimi, sono ammessi all’esame-concorso intermedio, al quale segue – a termine dei sei mesi di pratica – un ulteriore esame-concorso finale, valutato in centesimi. 

A conclusione di questo percorso di corsi e concorsi viene rilasciata la graduatoria di merito finale, ottenuta tramite la somma dei punteggi ottenuti durante:

  • l’esame-concorso intermedio
  • l’esame-concorso finale

La Scuola Nazionale dell’amministrazione segnala e definisce quali sono:

  • le sedi di svolgimento del corso-concorso
  • le materie di insegnamento
  • gli eventuali insegnamenti opzionali
  • i piani di studio
  • i criteri della valutazione continua e di svolgimento delle prove dell’esame-concorso intermedio e dell’esame-concorso finale
  • le norme che gli allievi sono tenuti a osservare durante la frequenza del corso 

Ai partecipanti al corso è corrisposta una borsa di studio.

Coloro che hanno vinto il concorso per esami, prima del conferimento dell’incarico dirigenziale sono tenuti a frequentare un programma di formazione, una serie di attività predisposte e gestite dalla SNA. 

Concorso SNA: bando e preselezioni

corso concorso snaNegli ultimi mesi era molto attesa in Gazzetta Ufficiale la comunicazione della data per la preselezione SNA. Questa comunicazione è finalmente pervenuta l’11 febbraio 2022, quando è stato finalmente comunicato il concorso SNA e bando per l’ammissione di 315 allievi al corso-concorso di formazione dirigenziale, finalizzato al reclutamento di 210 dirigenti delle amministrazioni statali.

I posti per il Concorso della Scuola Nazionale pubblica amministrazione era ripartito a seconda delle varie amministrazioni interessate dalla selezione dei futuri dirigenti. Ad ognuna di esse corrispondeva un numero diverso di posti disponibili. Ecco tutti i numeri nel dettaglio:

  • Consiglio di Stato: 3
  • Presidenza del Consiglio dei ministri: 18
  • Ministero dell’interno: 21
  • Ministero della giustizia – Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità: 3
  • Ministero della giustizia – Dipartimento dell’amministrazione  penitenziaria: 3
  • Ministero della giustizia – Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi: 12
  • Ministero della difesa: 13
  • Ministero dell’economia e delle finanze: 15
  • Ministero dello sviluppo economico: 17
  • Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare: 10
  • Ministero delle infrastrutture e dei trasporti: 12
  • Ministero del lavoro e delle politiche sociali: 3
  • Ministero dell’istruzione Ministero dell’università e della ricerca: 18
  • Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo: 20
  • Ministero della salute: 2
  • Agenzia delle dogane e dei monopoli: 10
  • Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane (ITA-ICE): 6
  • Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile – ENEA: 2
  • Agenzia per l’Italia Digitale (AGID): 1
  • Ente nazionale per l’aviazione civile (ENAC): 6
  • Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL): 9
  • Ispettorato nazionale del lavoro (INL) : 5
  • Istituto nazionale di statistica (ISTAT): 1

TOTALE POSTI: 210

Corso concorso SNA: chi può partecipare

Ci ritroviamo spesso a doverlo ricordare, ma non basta mai. Allora volentieri ribadiamo che per la partecipazione a un concorso pubblico bisogna possedere dei requisiti generali, a cui poi si aggiungono dei requisiti specifici, ovvero:

  • laurea specialistica o magistrale oppure del diploma di laurea conseguito secondo gli ordinamenti didattici previgenti nonché di dottorato di ricerca, o di master di secondo livello, o di diploma di specializzazione conseguito presso le scuole di specializzazione
  • dipendenti di ruolo delle pubbliche amministrazioni in possesso di laurea specialistica o magistrale oppure del diploma di laurea conseguito secondo gli ordinamenti didattici previgenti che hanno compiuto almeno cinque anni di servizio, svolti in posizioni funzionali per l’accesso alle quali è richiesto il possesso della laurea.

Per il superamento dell’esame le prove concorsuali prevedono, una prova preselettiva, e in seguito due prove scritte e una prova di tipo orale. 

Un discorso a parte merita la prova preselettiva. La preselezione SNA è costituito da 60 quesiti a risposta multipla sulle seguenti materie:

  • logica e quesiti situazionali* (20 domande)
  • diritto costituzionale (4 domande)
  • diritto amministrativo (9 domande)
  • diritto dell’Unione Europea (4 domande)
  • economia politica (4 domande)
  • politica economica (4 domande)
  • economia delle amministrazioni pubbliche (3 domande)
  • management pubblico (3 domande)
  • analisi delle politiche pubbliche (3 domande)
  • lingua inglese livello B2 QCER (6 domande)

Infine, forniamo qualche dettaglio in più sulle prove scritte. Esse consistono in due elaborati diversi che il candidato deve redigere sulla base di due dossier distribuiti come prova d’esame. Il candidato nelle due prove dovrà accertare:

  • le conoscenze nelle materie giuridiche (diritto costituzionale, amministrativo e dell’Unione Europea), l’attitudine al ragionamento giuridico e la capacità di impostare analisi critiche di problemi complessi (e proporre soluzioni);
  • le competenze in materie economiche e sull’analisi delle politiche pubbliche

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Come funziona il concorso per dirigente tecnico del MIUR?

concorso ispettore scolastico

Prima di parlare a fondo del concorso per dirigente tecnico MIUR vogliamo fornire una panoramica sul ruolo, la sua storia, le caratteristiche e le funzioni svolte, e infine soffermarci sulle prove, su come programmare la preparazione per affrontare al meglio il concorso . (altro…)

Chi è e cosa fa l’istruttore direttivo amministrativo?

funzionario specialista amministrativo categoria d

In questo articolo cercheremo di capire cosa fa l’istruttore direttivo amministrativo, ma non solo. Faremo luce su cosa fa il funzionario direttivo amministrativo e l’istruttore contabile, per fare finalmente chiarezza sulle diverse funzioni e posizioni di tipo amministrativo che si possono svolgere all’interno degli enti locali. Questo articolo è utile per reperire informazioni al fine di prepararsi in maniera adeguata ai concorsi e alle prove che attendono coloro che vogliono intraprendere questa carriera. (altro…)

Come diventare farmacista: studi e possibilità

farmacista dove lavorare

Come diventare farmacista? Qual è l’iter di studi da seguire? In questa breve guida Unicusano scopriremo il percorso da intraprendere per ricoprire la professione di farmacista.

Analizzeremo non solo gli studi da conseguire, ma anche  i requisiti di accesso all’esame di stato, quali sono le prove d’esame e quando si svolgono.

Inoltre, verranno fornite informazioni anche sulle possibilità lavorative di questo profilo e sulle prospettive di carriera.

Come diventare farmacista: studi e possibilità

Il farmacista è un profilo lavorativo che necessita di una solida preparazione scientifica di base ma anche di una conoscenza critica trasversale, con capacità di analisi, di progettazione di farmaci e prodotti per la salute, di ricerca e controllo.

Non solo, perché questa figura richiede anche buone doti empatiche e comunicative, specie per coloro che lavorano quotidianamente a stretto contatto con la clientela.

Per poter esercitare la professione di farmacista è necessario conseguire l’abilitazione professionale attraverso l’esame di Stato, che ha funzione di garanzia per la collettività.

Prima dell’importante esame di Stato, però, è necessario intraprendere un percorso di studi. Dunque, entrando nello specifico, cosa occorre fare per diventare farmacista?

Ecco, di seguito, i passaggi fondamentali per ottenere un background formativo ad hoc, accedere all’esame di Stato e conseguire l’abilitazione alla professione.

Diventare farmacista: requisiti di accesso

Per l’accesso all’esame di Stato, è necessario prima aver conseguito il titolo di laurea quinquennale a ciclo unico. Inoltre, è indispensabile svolgere un periodo di sei mesi di tirocinio professionale presso una farmacia aperta al pubblico o in un una struttura ospedaliera.

Le lauree che consentono di poter ottenere l’abilitazione attraverso il superamento dell’esame di stato sono le seguenti:

  • Laurea magistrale in Farmacia, classe di laurea LM13 (ex classe S14) – Farmacia e Farmacia Industriale
  • Laurea magistrale in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche (CTF), classe di laurea LM13 (ex classe S14) – Farmacia e Farmacia Industriale

Il corso di laurea in Farmacia fornisce le competenze scientifico-professionali necessarie alla dispensazione, distribuzione, gestione e conservazione dei farmaci.

Questo titolo permette quindi di operare nelle farmacie, nonché di svolgere attività di consiglio sul farmaco e di informazione ed educazione sanitaria.

Il corso in CTF, invece, si concentra sulla ricerca di laboratorio e fornisce competenze multidisciplinari necessarie per operare nello sviluppo, nella produzione e nel controllo dei farmaci e di altri prodotti (es. dietetici, cosmetici).

Per quel che riguarda poi il tirocinio professionale, questo può essere svolto per i laureati in Farmacia anche durante il corso degli studi universitari.

Per i laureati in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, invece, il tirocinio va effettuato dopo il conseguimento della laurea presso una farmacia per sei mesi oppure è possibile scinderlo: un trimestre presso una farmacia e un trimestre presso un’industria farmaceutica.

Sono tuttavia ancora attivi i corsi di Laurea specialistica della classe 14/S in Farmacia e in CTF, i quali permettono l’accesso all’esame di stato.

Inoltre, è possibile sostenere l’esame di stato anche con la laurea appartenente al vecchio ordinamento in CTF conseguita secondo l’ordinamento previgente al DM 509/1999 (previo tirocinio di 6 mesi).

Master area farmaceutica

I master sanitari, o comunque afferenti all’ambito farmaceutico, rappresentano lo strumento perfetto per specializzare le competenze acquisite attraverso il corso di laurea.

Tra le proposte più interessanti dell’Università telematica Niccolò Cusano segnaliamo il master di I livello in ‘Operatore in biodiscipline olistiche per la salute – Naturopata olistico esperto in alimentazione naturale’ e il master di II livello in ‘Fitoterapia applicata’.

Il Master in in ‘Operatore in biodiscipline olistiche per la salute – Naturopata olistico esperto in alimentazione naturale’ si pone come obiettivo la creazione di figure professionali (Operatori in Biodiscipline Olistiche per la Salute) che sappiano, nel rispetto delle proprie competenze, preservare, educare e coltivare il Benessere con particolare riferimento al settore dell’Educazione Alimentare.

Al conseguimento del Diploma di Master, per poter esercitare la professione di Operatore in Biodiscipline Olistiche per la salute (Naturopata Olistico esperto in alimentazione), l’allievo dovrà adempiere alle direttive previste dalla Legge n°4 del 14\01\2013:

  • Iscrizione ad una Associazione Professionale degli Operatori del Benessere (Sindacato) che deve garantire l’osservanza dei principi deontologici della professione, tutelare legalmente il professionista nella sua attività, attivare uno sportello di informazione al cittadino sulla qualità dei professionisti;
  • Qualificare la propria professione, conseguendo il certificato di conformità alle norme tecniche UNI ISO rilasciata da un organismo accreditato;
  • Munirsi di Polizza Assicurativa per la responsabilità professionale;

Il Master in Fitoterapia applicata offre invece un percorso formativo altamente professionalizzante, trattando l’intervento fitoterapico in relazione alla fisiopatologia di sistemi ed apparati del corpo umano, con ampi approfondimenti su qualità, trasformazione, sicurezza dei rimedi, nonché proponendo innovative panoramiche su fitogenomica, etnomedicina, medicine tradizionali cinese ed ayurvedica, fitoalimurgia e l’impiego in veterinaria.

Il Master si propone di formare ed aggiornare in fitoterapia con competenze specifiche negli ambiti di utilizzo dei diversi preparati vegetali, con finalità sia preventive che di intervento in patologie accertate, quale supporto alle terapie convenzionali, oppure come intervento rapido in problematiche di lieve entità, frequenti nella quotidianità, quali raffreddamenti, stress, difficoltà gastrointestinali, ecc.

Entrambi i Master hanno durata annuale pari a 1500 ore di impegno complessivo per il corsista, corrispondenti a 60 CFU.

Diventare farmacista: l’esame di Stato

L‘esame di Stato permette di abilitarsi alla professione e diventare farmacista a tutti gli effetti. Gli esami si svolgono ogni anno in due sessioni indette con ordinanza del MIUR pubblicata in Gazzetta Ufficiale.

Per riassumere, l’esame è costituito da:

  • prova scritta su un argomento (a scelta fra tre proposti) riguardante l’applicazione alle materie di carattere professionale, in particolare alla chimica farmaceutica ed alla tecnica farmaceutica. Tempo consentito: 6 ore
  • prove pratiche con relazioni scritte, riguardanti: riconoscimento e saggi di purezza di due farmaci, (tempo massimo consentito 8 ore); dosamento di un farmaco noto (tempo massimo consentito 8 ore); spedizione di una ricetta (il tempo massimo concesso è stabilito dalla Commissione)
  • discussione orale volta ad accertare la preparazione culturale e professionale del candidato

La prova pratica, in particolare, prevede relazioni scritte ed è strutturata così:

  • Riconoscimento e saggi di purezza di due farmaci
  • Dosamento di un farmaco noto
  • Spedizione di una ricetta

Per l’esecuzione di tali prove è consentito un tempo massimo complessivo di ore otto.

Laurea in farmacia: possibilità lavorative

Dopo aver visto come diventare farmacista, andiamo ora alla scoperta dei principali sbocchi lavorativi di questa professione:

  • farmacie che svolgono servizio pubblico;
  • ospedali;
  • strutture sanitarie private e/o pubbliche;
  • Asl o Pubbliche Amministrazioni;
  • industrie farmaceutiche.

Diventare farmacista con Unicusano

Dopo aver passato in rassegna l’iter completo da seguire per diventare farmacista, è bene informare che l’Università telematica Niccolò Cusano ha all’attivo corsi di laurea e master (che abbiamo analizzato) per chi intende intraprendere questa professione.

Per qualsiasi dubbio o richiesta di informazioni, è possibile contattare lo staff dell’Ateneo attraverso l’apposito form online.

Credits immagine: Autore pikselstock /DepositPhoto.com

Come diventare oss: studi e possibilità

corso oss durata mesi

Leggi quest’articolo e scopri come diventare OSS. Si può raggiungere professionalmente la posizione da Operatore Socio Sanitario tramite un attestato di qualifica che viene rilasciato a seguito del corso di formazione professionale. Questa figura si occupa di molte mansioni di rilievo, incentrate sulla soddisfazione dei bisogni primari della persona in ambito sociale e sanitario e il miglioramento del benessere e dell’autonomia. Ma entriamo nello specifico degli studi e delle possibilità per diventare Operatore Socio Sanitario. (altro…)

Come diventare educatore: studi e possibilità

educatore professionale

Se ti stai chiedendo come diventare educatore, questa breve guida dell’Università telematica Unicusano ti fornirà le informazioni riguardanti l’indirizzo di studi da scegliere e le opportunità professionali relative a questo profilo.

Inoltre, verranno indicate le caratteristiche di questa professione e il quadro generale di settore. In primis, comunque, occorre tenere presente che il contesto in cui opera un educatore esige grandi motivazioni e sensibilità nel ruolo.

Diventare educatore

Tantissimi studenti e aspiranti tali si domandano cosa faccia nello specifico un educatore. Si tratta di una figura di grande spessore chiamata a pianificare e gestire progetti e servizi educativi e riabilitativi.

Lo fa nell’ambito dei servizi sanitari o all’interno di contesti socio-educativi. In particolare assiste queste categorie di persone:

  • soggetti portatori di handicap psichici o fisici (adulti e minori)
  • persone con problemi di dipendenza (alcol, droghe)
  • anziani
  • carcerati
  • minori

L’educatore, in pratica, promuove e stimola la crescita personale e l’inserimento (o il re-inserimento) sociale di queste persone.

L’educatore si trova spesso in contesti molto difficili da trattare, a contatto con persone affette da disabilità fisica e psichica, malattie mentali, disagi legati alla terza età.

L’operatore può trovarsi anche a contatto con persone tossicodipendenti o che hanno subito delle violenze. Un lavoro senza dubbio impegnativo, ma che può dare grandi soddisfazioni.

La Legge di Bilancio del 2018 ha introdotto una distinzione giuridica relativamente a due differenti figure di educatore:

  • Educatore professionale socio-sanitario: colui che ha conseguito una laurea triennale nella classe L-19 (Scienze dell’educazione e della formazione)
  • Educatore professionale socio-pedagogico: colui che ha conseguito una laurea triennale nella classe L/SNT 2 (professioni sanitarie e della riabilitazione) e che ha ottenuto l’abilitazione alla professione attraverso l’iscrizione all’albo degli Educatori professionali

Come diventare educatore: studi e possibilità

Dopo aver introdotto l’argomento, è giunto il momento di chiedersi qual è l’iter che consente di diventare educatore. Innanzitutto optando per una di queste due lauree (I e II livello) a indirizzo pedagogico, previste nel ventaglio di offerte di Unicusano:

  • Corso di Laurea triennale in Scienze dell’educazione
  • Corso di Laurea magistrale in Scienze pedagogiche

La Laurea triennale in Scienze dell’Educazione vanta un piano didattico che comprende, tra le altre, materie quali:

  • Pedagogia generale
  • Sociologia dell’educazione
  • Psicologia generale
  • Neuropsichiatria infantile
  • Pedagogia sociale
  • Psicologia dello sviluppo
  • Psicologia del pensiero
  • Criminologia minorile
  • Sociologia del turismo e del territorio
  • Lingua straniera
  • Abilità informatiche

Per completare il percorso formativo accademico e conseguire una specializzazione, l’Università telematica Niccolò Cusano ha attiva la Laurea magistrale in Scienze Pedagogiche.

Il corso vanta un duplice curriculum: Socio-Giuridico oppure Psico-Educativo. Tra le materie di studio segnaliamo:

  • Didattica e neuroscienze
  • Teorie e modelli dei processi educativi
  • Storia del pensiero scientifico
  • Principi diritto penale e giustizia minorile
  • Sociologia dei processi culturali e comunicativi
  • Sociologia dei processi economici e del lavoro
  • Psicologia dell’handicap e della riabilitazione
  • Geografia economico-politica
  • Psicologia dei gruppi

Se si desidera, dunque, divenire un educatore professionale, queste informazioni appena rilasciate risulteranno assai utili.  .

Impossibile, poi, non tener conto dei vantaggi dei corsi offerti da Unicusano. Tra questi, spicca sicuramente la possibilità di utilizzo dell’e-learning dell’Ateneo.

Si tratta di una piattaforma telematica attiva h24. Gli studenti possono quindi accedervi senza vincoli di orario per scaricare materiale didattico e assistere alle lezioni video.

Educatore professionale: cosa fa

Il ruolo dell’educatore professionale è duttile. Svariate sono le attività ascrivibili a questo professionista, spesso gestite in sinergia con altre figure professionali come l’assistente sociale e lo psicologo.

Come abbiamo visto, il compito principale di un educatore professionale è quello di reinserire in società persone con particolari problematiche.

Per fare ciò, sono necessari interventi educativi e riabilitativi nell’ambito di un progetto terapeutico più ampio. Le attività svolte dall’educatore possono essere riassunte in questi punti:

  • Rendere autonomo il soggetto quanto più possibile, attraverso il recupero delle sue potenzialità;
  • Organizzare e coordinare, insieme ad un equipe terapeutica, il progetto educativo sulla base delle strutture e delle risorse a disposizione;
  • Lavorare con le famiglie e nel contesto sociale dei soggetti assistiti, per rendere il reinserimento più semplice.

L’educatore professionale può lavorare come dipendente o come libero professionista all’interno di strutture e servizi socio-sanitari pubblici (come ospedali, carceri, ma anche Province, Regioni, Comuni) o in strutture residenziali e semiresidenziali private (come case di riposo, case di cura, centri di accoglienza o cooperative).

Questa figura professionale, spesso, può occuparsi anche di assistenza a domicilio.

Diventare educatore: possibilità lavorative

Una volta concluso l’iter di studi universitari (e l’eventuale formazione post-lauream), l’educatore professionale ha la possibilità di lavorare, come appena visto, in numerosi contesti.

Molto dipende, ovviamente, dalle motivazioni del laureato e dalla specializzazione conseguita. Più in generale, l’educatore di comunità lavora in contesti caratterizzati da forte disagio.

Tra gli sbocchi lavorativi più diffusi per questo profilo vi sono sono le Cooperative sociali, le ASL, ma anche comuni o altri enti pubblici o privati.

Quale che sia la destinazione, l’educatore è quindi chiamato ad adottare una serie di strategie terapeutico-educative per facilitare il reinserimento nel tessuto sociale dei soggetti in difficoltà.

Ovviamente, la sua azione si colloca all’interno di un lavoro più complesso, che vede collaborare diverse figure professionali, dai medici agli psichiatri, dagli assistenti sociali ai giudici.

A richiedere un lavoro in team, spesso, è la delicatezza delle situazioni: servizi socio-assistenziali per minori a rischio o per anziani in difficoltà oppure servizi sanitari per tossicodipendenti (SERT), alcolisti e pazienti psichiatrici, disabili e pazienti psichiatrici.

Infine, i servizi socio-educativi, che spaziano dai centri di ascolto ai progetti destinati a categorie discriminate o vulnerabili.

In conclusione

In conclusione, come già anticipato all’inizio di questa mini guida, per diventare educatore è necessario essere mossi da una grande motivazione.

Occorre poi dimostrare grande empatia con i soggetti con cui si viene a contatto, ma al tempo stesso è importante avere una forte personalità per non rischiare di essere travolti dalle problematiche che si affrontano quotidianamente.

Inoltre, è di fondamentale importanza l’aggiornamento professionale, che deve essere costante. Esistono corsi di formazione specifici che mirano a delineare un know how sempre più specifico.

Dal punto di vista delle conoscenze e skill, un buon educatore professionale avrà assorbito nozioni di psicologia, sociologia, pedagogia, antropologia, filosofia, scienza della formazione.

Risultano molto utili, inoltre,  anche le conoscenze informatiche per l’utilizzo di software e l’accesso a database. Preziose, poi, anche le conoscenze in ambito giuridico e linguistico.

Per qualsiasi richiesta di approfondimento sulla figura dell’educatore e sugli studi da intraprendere per ricoprire tale ruolo, è possibile contattare l’Università telematica Niccolò Cusano attraverso l’apposito form online.

Credits immagine: Autore AllaSerebrina /DepositPhoto.com

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